SANT'AGATA

Tano Avanzato

 

 



SANT’AGATA,
CH’È ÀUTU LU SULI!
(tradizionale)
Sant’Agata, ch’è àutu lu suli!
fallu pi carità, fallu calari.
Tu non lu fari no pi lu patruni,
ma fallu pi li pòviri
jurnatari.
Sìdici uri stari
a l’abbuccuni,
li rini si li màngianu li cani;
Iddu si vivi vinu a l’ammucciuni,
a nui ‘nni duna l’acqua di vadduni
unni si tennu a moddu li liani.


SANT’AGATA

COM’E’ ALTO IL SOLE


Sant’Agata com’è alto il sole!

fallo per carità, fallo tramontare.
Tu non lo fare no, per il padrone,
ma fallo per i poveri
lavoratori a giornata.
Stare sedici ore chinati
con la schiena curva,
da far soffrire lombalgie acute;
Egli (1) beve vino di nascosto,
e a noi dà l’acqua ristagnata
dove si tengono a mollo gli arbusti (2)
1) il padrone
2) per fare le corde


Canzone interpretata da Rosa Balistreri; nei suoi canti Rosa è sempre dalla parte dei lavoratori. La sua storia personale di miseria e di povertà, la sua esperienza politica nel partito comunista la portano a scegliere canzoni di protesta, nelle quali forte si connota il contrasto tra il contadino costretto a spalle curve a dissodare la terra sotto il sole cocente della Sicilia e il padrone che si arricchisce con il lavoro dei contadini e che beve vino mentre lascia l’acqua ristagnata nelle pozze per dissetare i lavoratori. Il grido di protesta è forte e deciso, come forte e decisa è la voce della cantante.
Strutturalmente la canzone è formata da endecasillabi con accento sulla 6 e decima sillaba. La musica ha un ritmo di ¾, valzer lento, con tonalità di La minore.
INteressante questa interpretazione di Tano Avanzato
Nicolò La Perna