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CANTO DELLA PESCA DEL CORALLO

Rosa Balistreri 

 

Ohè Nicò, ohè Nicò
metti u curaddu russu coppa
u bascul.
Ohè Nidà, ohè Nidà
e vidi comu assuma lu currà.
Ohè Nidà, ohè Nidà
e comu sunnu belli i maccarruni
Ohè Nicò, ohè Nicò
metti u curaddu russu coppa u bascul.
Ohè Nicò, ohè Nicò
e comu sunnu belli i maccarruni
Ohè Nidà, ohè Nidà
e vidi coma assuma lu currà.

Ohè Nicò, ohè Nicò metti
il corallo rosso nel cappello
Ohè Nidà, ohè Nidà
e vedi come aumenta il corallo
Ohè Nidà, ohè Nidà
e come sono buoni i maccarroni
 



"CANTO DELLA PESCA DEL CORALLO" ROSA BALISTRERI
Questa è una canzone antica siciliana che veniva cantata dai lavoratori della pesca del corallo. Questa canzone è presente nella raccolta "Corpus di musiche popolari siciliane", 1957 di Alberto Favara al n: 580. Lo stesso Favara ci ricorda che la scoperta di banchi di corallo nel mare di Sciacca, avvenuta a più riprese dal 1875 al 1880 (confronta "Storia della città di Sciacca" di I. Scetturro, Napoli, 1926 vol II pag 538-539), unita ai minori banchi esistenti nel mare di Trapani, provocò una straordinaria affluenza a Sciacca di barche di pescatori di corallo, molte di questi provenienti da Napoli, dove da molto tempo si praticava l'arte della pesca del corallo. Si venne così formando nei marinai di queste barche che pescavano il corallo un gergo" siculo-partenopeo, del quale questa canzone è un esemplare di canto di lavoro di pescatori di corallo.
Rosa Balistreri conobbe questa canzone quando partecipò alla "Ballata del sale" di Salvo Licata, regia M. Scaparro per il teatro Biondo di Palermo con musiche del maestro Mario Modestini; "La ballata del sale" è un grande capolavoro di ricerca popolare ed è basata sui canti di mare dei tonnaroti tratti dal "Corpus" del Favara, arrangiati per un quartetto d' archi e per un trio di musica popolare, violino, chitarra e fisarmonica.
Rosa fu amica personale dello scrittore Salvo Licata e del maestro Modestini, i quali insieme gli confezionarono a misura questo spettacolo, collaborerà ancora con tutte e due nello spettacolo "Oh Bambulè"
Lo spettacolo, come ricorda Rosa stessa nel libro di Cantavenere, "parla di una principessa rapita dai pirati e riscattata dall'amante, perché i genitori non volevano uscire soldi. I pirati per liberarla volevano "tri liuni, tri falcuni, tri culonni ca d'oru su"
La madre diceva: "Megghiu perdiri na figghia, ca tantu oru nun trovu cchiù" Nello spettacolo si esibiscono come musicisti i giovani Rocco Giorgi, Tobia Vaccaro e Mimmo La Mantia, (tutti e tre in momenti diversi accompagneranno Rosa Balistreri nei suoi
concerti). Rosa Balistreri in questo spettacolo incarna il personaggio principale e canta questa canzone insieme agli altri attori. Lo spettacolo ottiene grandissimo successo e fu un trionfo per Rosa, per il maestro Mario Modestini e per l'autore Salvo Licata.
Rosa ricorderà questa canzone e la canterà poche volte; questa questa interpretazione viene fatta ad un concerto a Barcellona - Pozzo di Gotto nel 1984