

BUSACCA NINO

STRANO ORAZIO

PROFAZIO OTELLO

SALAMONE NONO’

SANTANGELO VITO

RINZINO CICCIO

TURI BELLA

RACCO NINO

SINDONI FORTUNATO

TRINCALE FRANCO

VIZZI CARMELO (MEL)
I cantastorie siciliani, una tradizione antichissima, eredi dei menestrelli medioevali, per tanti anni sono stati la memoria storica degli avvenimenti siciliani, dei personaggi cari al popolo, degli avvenimenti luttuosi, i loro spazi più congeniali sono state le piazze, le fiere dove hanno instaurato un rapporto diretto con anziani e giovani tramite una chitarra e un semplice cartellone, dipinto spesso da loro, con la sola forza del loro canto, della mimica e della loro parlata.
Le loro storie spesso sono avvenimenti o personaggi reali di una volta, osservate e cantate però con occhi attenti alle problematiche presenti. Si potrebbero definire i giornalisti più antichi e i diffusori di notizie, considerato l'alto tasso di analfabetismo della società di un tempo sono stati i veicoli della comunicazione del passato; una volta numerosi, oggi in un numero limitato assolvono ancora oggi il compito di commentare fatti di sangue, di mafia, di dolore o di gioia presenti nella vita di tutti i giorni. Anche Rosa Balistreri fu in un certo modo cantastorie, cimentandosi in alcuni cantate: “Storia di Turiddu Carnevali” con testo di Buttitta o “Un matrimonio infelice” storia della sfortunata sorella Maria e della sua uccisione per mano del marito.
Rosa intrattenne un forte legame con alcuni cantastorie tra i quali Ciccio Busacca, Fortunato Sindoni, Nonò Salamone ed Otello Profazio.
