CARDELLO GIUSEPPE

 

CARDELLO GIUSEPPE

 

POESIE

DON ALVARIO DI LI CAMPI

PUETA

SPUNSALIZZIU

STORIA DI CUNTI E CANTI

STORIA DI MARI

VECCHIU PAISI

I LUPI ALLA LUNA (ANTOLOGIA DI VERSI IN ITALIANO E SICILIANO)

Giuseppe Cardello

Poeta cuntastorie e regista teatrale e cinematografico, Cardello si affaccia alla ribalta già nel 1984, con la realizzazione della mostra documentaria Sulla Storia del Movimento Operaio in Italia, in collaborazione con i maggiori archivi storici italiani e con la pubblicazione di un libretto guida a corredo della stessa.

Nel 1991 pubblica il libro Perpetua Vita (Nuove Scritture – Milano), con il quale vince il premio nazionale di poesia Città di Mussomeli. Cammini alberati/ di plastiche ingiallite:/ qui trovano agonia/ i miei giorni migliori/ preda succosa/ per puzzolenti bigotte/ dai rosari insanguinati. Roberto Gervaso, Antonio Di Grado, Salvatore Scalia, Giuseppe Quatriglio e gli altri giurati così motivano la decisione: “Una lucida furia polemica, una voglia rabbiosa di penetrare oltre la scorza opaca del reale, una capacità di demistificare i miti e i riti della provincia, animano la raccolta...Il furore e il sarcasmo alimentano una freschissima inventiva, ludica e irridente, e si fanno linguaggio nei modi di un espressionismo che deforma la consueta percezione del mondo esterno, mentre restituisce alle cose nomi nuovi, corposi volumi e sanguigna vitalità...”.

Giuseppe Cardello entra così definitivamente nel massimo scenario poetico nazionale, collocandosi, così come ha scritto Marina Palmieri, “fra le voci più significative della testimonianza storica veicolata e nel contempo corroborata per il tramite della scrittura poetica”.

Nel 1993 pubblica, sempre per Nuove Scritture di Milano, il libro di poesie Assedio alla Città, che utilizza successivamente come canovaccio per mettere un scena un progetto teatrale contemporaneo, poesiacometeatrinmusica, patrocinato dalla Regione Siciliana.

Nel 1996 vince il premio Grinzane Cavour - Musica, indetto dal quotidiano La Repubblica, dalla Città di Torino e dall’Ente Nazionale Turismo Irlandese – presenti nella giuria, fra gli altri, Fabrizio De Andrè, Vincenzo Cerami, Nicola Piovani, Pasquale Panella -, con la canzone dialettale Cicciu vecchiu briganti, scritta con Carlo Cattano, una struggente e suggestiva ballata dedicata al poeta popolare lentinese Ciccio Carrà Tringali,e il premio plurinazionale Nosside di Reggio Calabria, rivolto alle lingue delle minoranze etniche, ai dialetti e agli idiomi regionali, con la canzone Giovedì di fera, sempre in coppia con Cattano.

Nel 1997 cura la pubblicazione di un’antologia di poesie di Jacopo da Lentini e pubblica la raccolta di poesie e canzoni dialettali SICILIANA che a Settembre vince il Premio Internazionale di poesia di Marineo: “Cardello sa farsi cantore della Sicilia del nostro tempo, che conserva tradizioni, segni popolari della sua civiltà antica, e parimenti partecipa alle trasformazioni sociali della modernità. Il dialetto dei suoi versi ha il sapore intramontabile delle parlate della Sicilia orientale, ma non rifiuta quegli italianismi entrati nella moderna Koinè letteraria della poesia dialettale”.

Il libro SICILIANA, di cui una copia si trova già catalogata nell’ Archivio Etnostorico Nazionale di Palermo, uno dei più importanti per la salvaguardia per la tradizione e il dialetto siciliani - edito dall’associazione Prometeo di Lentini, pubblicato con allegata una cassetta musicale (canzoni e poesie musicate da Carlo Cattano e Salvatore Amore) è il canovaccio dell’omonimo spettacolo – un concerto di canti, musica e poesia - che La Compagnia d’Encelado Superbo porta per le piazze e i teatri italiani e che vede lo stesso Cardello accanto ai suoi amici valenti musicisti, sulla scia del suo grande maestro Ignazio Buttitta, emozionato ed emozionante moderno cantastorie della nostra terra, con tutte le sue luci e le sue ombre, con tutti i suoi splendori e i suoi drammi. “Poesia politica questa di Cardello, poesia schierata. L’aedo,..., si grava le spalle delle miserie della sua gente, le cuce come fanno i rapsodi che poi costruiscono la trama dell’opera compiuta, e si fa montagna con le ali. E ricrea Orlando, e dice che “Orlando semu nui, è ‘na terra maltrattata/è lu pupu c’a li pupari si voli ribbillari”. E ci ricorda i morti di Portella della Ginestra, e ce li ricorda con le parole di quell’altro aedo che fu Ignazio Buttitta. Ma non poesia rassegnata. Tra le pieghe della denuncia corre sempre come il riflesso di una spinta in avanti, di uno stimolo a non cedere, di una rabbia che non si piega all’ineluttabilità di un destino compiuto perché scritto da altri” – Alfio Siracusano, nella presentazione del concerto tenuto nel maggio 97 al teatro Odeon di Lentini -

Non a caso, infatti, la dedica di Renzino Barbera sulle prime pagine del libro: “... la tua è una Sicilia senza tempo,..., è una Sicilia vera, autentica, e non usata, violentata, come purtroppo è stato in quest’ultimo trentennio. Mi piace la musicalità che è già nei versi, che si offrono già melodia alla melodia. E mi piace questa tua radice affondata in una terra antica, capace di fornire linfa al giovane fiorire di nuove emozioni. Ma il fiore più profumato è quello del tuo amore verso la comune madre terra”

Nel 1998 arriva un ulteriore prestigioso riconoscimento per il suo libro “SICILIANA ”, che riesce a confrontarsi con i “mostri sacri” dell’editoria nazionale, quali Guanda, Marsilio, Scheiwiller, con la segnalazione al XVI Premio Internazionale Eugenio Montale, sicuramente il più importante premio di poesia oggi in Italia, che ha visto negli anni precedenti la vittoria di poeti come Silvio Ramat, Dario Bellezza, Giuseppe Conte, Valerio Magrelli, Maurizio Cucchi e che presenta una giuria formata dai massimi esponenti del mondo letterario italiano, come Mario Luzi, Geno Pampaloni, Vanni Scheiwiller, Maria Luisa Spaziani.

Nel 2000 cura la prefazione del libro Una Storia Socialista di Ferdinando Leonzio e porta in scena il concerto per musiche e poesia La Terra d’Orlandu, un racconto dialettale in musica e in versi della terra di Sicilia, rivista attraverso la metafora delle gesta d’Orlando paladino, scritto con il musicista Salvo Amore.

Con la poesia in video Spunsalizziu è vincitore assoluto, a Reggio Calabria, del XVI° Premio Internazionale Nosside: “Tesa su un’improvvisa variazione di tono, dalla sentenza al ritratto sorridente e grottesco, dalla descrizione minuta e realistica a quella fantastica, la lirica vive interamente della sua notevole risorsa di linguaggi diversi che, però, si ricompongono nell’unità di giudizio capace di sfruttare un visibile rimescolio di forme”.

Vince a Trieste il concorso “Etniepoesie – Scritture di frontiera”, promosso dall’APT: “Vincitore per la forza epica di versi che rendono omaggio ai grandi temi della poesia. Originale è il linguaggio, in cui accanto all’italiano trovano posto inserzioni in un siciliano classico, quello che ha dato le basi al volgare illustre. L’epica classica e quella moderna si fondono naturalmente in suoni e immagini di grande suggestione e potenza”.

Con il musicista Salvatore Amore scrive per La Compagnia d’Encelado Superbo “Lu Santu Natali”, percorso dialettale della Natività

Nel 2001, quale vincitore assoluto del XVI° Premio Internazionale Nosside, partecipa, a febbraio, unico rappresentante italiano, alla Fiera Internazionale del libro de L’Avana, Cuba, dove presenta l’antologia – edizioni Città del Sole di Reggio Calabria ed Editorial Letras Cubanas de l’Avana, la più importante casa editrice cubana - e il compact disc IL GRANDE VIAGGIO – Prometeo Edizioni -, assieme al suo gruppo musicale La Compagnia d’Encelado Superbo.

Mette in scena i recital di danza, musica e poesia “L’Ultimo Cantastorie” e “Il Cielo”.
Scrive e interpreta l’opera di teatro - danza L’Isola, che a luglio viene rappresentata al Summer Festival di Atene dalla compagnia Megakles Ballet.

2002: riceve a Caltagirone il 1° Premio Artisti Emergenti; scrive e rappresenta la suggestiva pantomima medievale “L’ omu sarbaggiu e lu camiddu, sullo scontro fra i Normanni di Ruggero d’Altavilla e gli Arabi in Sicilia; Scrive con il musicista Massimo Carlentini l’opera di musica elettroacustica “ For aeternum”; cura la regia del video musicale Isla Grande che vince la sezione video inediti del Giffoni Film Festival

Viene chiamato a far parte della giuria del XVIII Premio Internazionale Nosside di Poesia
Tiene dei seminari sul dialetto per le Università di Messina e di Reggio Calabria

2003: realizza, per le musiche di Salvatore Amore, il musical dialettale Li tri Santi, con la pubblicazione del libretto e del compact disc;

La canzone dalla torre normanna si è alzata stasera la luna diventa la sigla del programma radiofonico Demo di Radio 1 Rai;

Radio 1 Rai manda in onda due speciali live dei suoi spettacoli Siciliana e Lu Santu Natali; realizza la favola musicale Orlandu lu pupu, la barba di Carlomagno e li ciuri di libbirtà
“Spettacolo straordinario…bravissimi…sono ammirato! La Sicilia c’è, c’è ancora…e non è una espressione geografica, la Sicilia!E’ una categoria dello spirito”. -Turi Vasile, scrittore e regista)

Vince, assieme all’attore e scrittore Pino Caruso, la XIX edizione del premio internazionale di poesia di Marineo; “Se i cuntastorie, nella civiltà delle nostre tradizioni etno-culturali, restituivano voce e vita al patrimonio di storie, miti e leggende, ora anch’essi – travolti da una società che ha cambiato tutte le mitologie – sono divenuti leggenda. Allora è il poeta che ne recupera il ricordo con i propri versi. E Giuseppe Cardello lo fa con toni e linguaggio di forte e commovente rappresentatività. I sogni evocativi del componimento l’ultimu cuntastorii ci consegnano un testo dialettale d’intensa liricità, a cui la giuria unanimemente attribuisce il primo premio”.

Viene nominato esperto di canti dialettali siciliani presso il Liceo Scientifico Maiorana di Scordia (Ct)

2004: selezionato da Radio 1 Rai partecipa, con il suo gruppo di musica etnica La Compagnia d’Encelado Superbo, al festival internazionale Solmusic di Palermo;

Viene nominato, a Reggio Calabria, ambasciatore del premio Nosside nel mondo.

Scrive e rappresenta lo spettacolo di cuntastorie “Stasira vi cuntu ‘na storia” e lo spettacolo medievale “De’ Cunti e Cantàri”;

2005: Con La Compagnia d’Encelado Superbo vince il Musicultura Festival della Canzone Popolare e d’Autore di Macerata;

vince la XXI edizione del Premio Internazionale di poesia “Città di Sant’Agata di Militello”, sezione dialettale; gli viene assegnato, dall’Archeoclub d’Italia, sezione di Lentini, il premio “Sebastiano Pisano Baudo” per i suoi studi e la valorizzazione del dialetto siciliano.

2006: pubblica il libro di poesie “Il verso, il colore”, con i segni del pittore Alfio Russo;

realizza, con La Compagnia d’Encelado Superbo, i compact disc “Terra di Vento” e “Prisepi d’amuri”;

vince la sezione poesia del premio letterario biennale “Quinto de Martella” per la poesia, narrativa e teatro dialettali di Camerino (Macerata): “… Dalle numerose risorse evocative, la poesia di Giuseppe Cardello si rivela dotata di forti accenti nella ritmica cadenza dai toni epici. Rivive, in essa, il magico e leggendario mondo dei cantastorie, rivive Orlando paladino di libertà ma, in una perfetta fusione di passato e presente, la poesia lassa a fàula e s’ancontra cu lu tempu, scrivendo magnificamente quella storia di Sicilia ca nun mori, mai!”

2007: Vince a Lamezia Terme. Con La Compagnia d’Encelado Superbo, il premio The Best Etno assegnato dalla trasmissione Demo di Radio Uno Rai;

2008: Vince a Tremestieri Etneo, il Premio Nazionale “Natale in Musica”:

2009: Vince , con La Compagnia d’Encelado Superbo, ad Avellino il premio SIAE x DEMO Radio Uno Rai e a Siracusa il Premio Maranci per la musica etnica

2010: Pubblica il libro “I lupi alla luna”, Città del Sole Edizioni; Vince a Melbourne (Australia) il premio internazionale per la narrativa indetto dall’Accademia Italiana Italo Australiana Scrittori

PUBBLICAZIONI
Sulla Storia del Movimento Operaio in Italia – 1984 Arci

Perpetua Vita – 1991 Nuove Scritture Milano

Assedio alla Città – 1993 Nuove Scritture Milano

Siciliana – 1997 Prometeo Edizioni

Il Grande Viaggio – 2001 Città del Sole ed Editorial Letras Cubanas

Li tri Santi – 2003 Prometeo Edizioni

Il verso, il colore – 2006 Prometeo Edizioni

I lupi alla luna – 2010 Città del Sole Edizioni

ALBUM MUSICALI
Siciliana Storia di Cunti e canti

Il Grande Viaggio

Li tri Santi

Terra di vento

Prisepi d’amuri

Alhena

OPERE TEATRALI E MUSICALI

Assedio alla Città – poesiacometeatroinmusica - Siciliana Storia di Cunti e canti

La Terra d’Orlandu recital di canti, musica e poesia - Il Grande Viaggio opera poetico-musicale

Il Cielo recital di canti, musica e poesia - L’Ultimo Cantastorie recital di canti, musica e poesia

Lu Santu Natali concerto natalizio dialettale - L’Isola opera di teatro-danza - L’Omu sarbaggiu e lu camiddu pantomima medievale - For aeternum opera di musica elettronica sperimentale - Sicilia e mafia, recital di canti, musica e poesia - Sicilia d’aranci, recital di musica e poesia - Orlando lu pupu, la barba di Carlomagno e li ciuri di libbirtà favola musicale - Li tri Santi, musical dialettale

Stasira vi cuntu ‘na storia, spettacolo di cuntastorie - De’ Cunti e Cantàri percorso medievale

VIDEO MUSICALI
Spunsalizziu - Isla Grande - Dalla torre normanna -

 

 

 

CARDELLO GIUSEPPE

 

DON ALVARIO DI LI CAMPI

 

DON ALVARU DI LI CAMPI 
(libero rifacimento di “Gazetilha” di F.Pessoa)

Di baruna priputenti a cavaddu ‘mpinnacchiati
lu tempu nun parra cchiù, lupi scurdati

Di padruna cu sarmenti, aranci e spichi
di putenti cu lu mari pi fistina
di fabbricanti di mineri e prufissuri di li corti
lu nomi è vvurricatu sutta l’ossa

Sulu nu pueta ‘ngiuriatu, nu pazzu persu
fra li stiddi a circari sirinati,
n’architettu chi squatra contrasuli basamenti
esci di la notti muta tinibrusa,
unni la storia nun è cchiù storia

O grandi signuri di jurnata!
O grandi biddizzi e successi carricati,
cianciani e culuri ca lu munnu firmati,
curriti, ballati ma nun sugnati
pigghiati oggi sordi e tavulati
pirchì dumani è de’ pazzi ‘ngiuriati!

                                                                                         

DON ALVARO DEI CAMPI

 Di baroni prepotenti a cavallo impennacchiati il tempo non parla

più, lupi dimenticati

Di padroni con sarmenti, aranci e spighe
di potenti con i mari per festini
di fabbricanti di miniere e professori delle corti
il nome è sepolto sotto le ossa

Solo un poeta ingiuriato, un pazzo perso
fra le stelle a cercare serenate
un architetto che progetta contro sole basamenti
esce dalla notte muta, tenebrosa

dove la storia non è più storia

O grandi signori di giornata!
O grandi bellezze e successi esagerati,
cianciane e colori che il mondo firmate
correte, ballate ma non sognate
prendete oggi soldi e tavolate
perché domani è dei pazzi ingiuriati!

 

 

CARDELLO GIUSEPPE

 

 

STORIA DI MARI

 

STORIA DI MARI

I) Cantu di marinaru ni la notti prima d’a timpesta

Ventu biddizzi ca lu tempu cunfunni
ventu timpesta di mari ‘nnamuratu

Ventu pi tuttu lu munnu porta lu me’ cantu
ventu sana lu mè cori dispiratu

Ventu c’arrivi alla luna e li stiddi furrii
ventu affidu a tia tuttu lu me’ ciatu

II) Naufragiu sutta costa

Lampìa lu mari a scrusciu di ventu
quannu la timpesta li scogghi sbrizzìa
e lu bastimentu li sartami di carina sciogghi

A puppa la mizzana si rimina
lu fanali di notti a cassaru cerca portu
cursaru a custiari smarizza varcaloru

Pigghia terra! Pisca chiù ‘n funnu!

Si spacca lu brigantinu a cuperta
sciabeccu di maraguni arinatu
l’acqua gurga a cuda di dragu
acqua a buluni, burrasca e troni

Scuma si rivugghi a luci di faru
l’unna cerca ligna pi sautari
la chiurma rumpi in mari
cu li mani quasi a terra

La storia porta deci morti
e un capitanu dispiratu.

                                                                                                                                     

STORIA DI MARE 

Vento bellezze che il tempo confonde
Vento tempesta di mare innamorato

Vento per tutto il mondo porta il mio canto vento calma il mio cuore disperato

Vento che arrivi alla luna e le stelle rigiri
Vento affido a te tutto il mio fiato

Naufragio sotto costa

Lampi sul mare al frastuono del vento
quando la tempesta la scogliera sbatte
e il bastimento il sartiame di carena scioglie

A poppa la mezzana s’attorciglia
il fanale di notte a cassaro cerca porto
corsaro a costeggiare rimette il barcaiolo

Piglia terra! Pesca più a fondo!

Si spacca il brigantino a coperta
zambecco di marangone arenato
l’acqua sale a coda di drago
acqua che scende copiosa, burrasca e tuoni

La schiuma ribolle alla luce del faro
l’onda cerca legni per saltare
la ciurma rompe in mare
con le mani quasi a terra

La storia porta dieci morti
e un capitano disperato

 

 

CARDELLO GIUSEPPE

 

 

VECCHIU PAISI

 

VECCHIU PAISI

Vecchiu paisi supra nu mulu allintatu
brillanti malatu di stiddi e lampiuna
rigina antichissima e poi buttana senza formi
cunzatu di fangu, virgogna e munnizza

Vecchiu paisi allampatu rusicatu di lupi
culla di figghi ranni ni lu tempu abbannunati
terra russa diserta sciusciata a groppu di ventu
viulenza e turmentu pi li jorna ‘ncannizzati

Vecchiu paisi aggrappatu a tanti treni
e ni li vaguna di ferru lasciatu ‘nfracitiri
scecchi senz’occhi pi li strati cu li curi cascati
corpi di lanna ‘n fila quannu scura la biddizza

Vecchiu paisi c’arrobbi tempu a la natura
muntagna di rina pistata unni sbatti lu mari
ciuri di fimmini siccari cu picciriddi ‘nniricati
senza riccami e ciàuri d’antichi amuri

Vecchiu paisi carti gialli spampinati
splinnuri e culura purtati lintamenti a muriri
cicala pazza ni la notti senza ciatu
arsura d’istati e zicchi di lu novu pantanu

Vecchiu paisi radichi maliditti
ca pigghianu lu cori, accupunu l’anima
ti pregu ‘rrusbigghiati, ritorna a vulari

                                                                                         

VECCHIO PAESE

Vecchia città a dorso di mulo inarcata
luccicante giallastra di stelle e lampioni
regina antichissima e poi puttana senza forme
vestita di fango, vergogne e mondezze

Vecchia città spenta dai lupi sbranata
culla di figli grandi nel tempo dimenticati
terra rossa deserta erosa dai venti
violenza e tormento nei giorni ingabbiati

Vecchia città agganciata a tutti i treni
e nei vagoni di ferro lasciata marcire
gente senz’anima per le strade con le code
pendenti metalliche forme in fila
al crepuscolo dell’estetica
Vecchia città che rubi i giorni alla natura
castello di sabbia crollato al principio del mare
graziose fanciulle annoiate su bambini di gomma senza merletti
e profumi d’antichi ideali
Vecchia città dalle carte senza destino
tesori e dipinti lasciati lentamente a morire
triste donna malata senza luce essenziale
afa d’estate e sanguisughe del nuovo pantano

Vecchia città maledette radici
che prendono il cuore avvinghiano l’anima
ti prego risorgi, ritorna a volare
lava le coste, riprendi la storia!

 

 

CARDELLO GIUSEPPE

 

 

STORIA DI CUNTI E CANTI

 

 

 

STORIA DI CUNTI E CANTI

Storia granni di Sicilia, storia di cunti e canti
storia ca diventa liggenna
e ca liggenna s’ammisca e torna storia

Storia di ‘na terra jardinu di li Dei
fàula di unni criscìu lu munnu
e li primi eroi currenu:
Apollu pi li valli a vardari l’agneddi
quannu li ninfi si perdunu ni li boschi
cu la musica di Pan
e li giganti a sautari supra e sutta la muntagna
vumitannu petri e focu ni lu tempu d’Aristeu
ca porta alivi, vinu russu e meli d’api

Storia d’incantesimi, luci, suli e fantasia
terra ciàuru di zagara, ceusa, mennula e gilsumini

Storia chi lassa a fàula e s’ancontra cu lu tempu
Sicilia ca nun chiovi mai e quannu chiovi annéa
arriminata senza sonnu di tirrimoti
e focu di vulcanu:

canusci fami, siti, guerra
è scappisata, si rivugghi, cadi e si jsa milli voti
e milli voti vesti splinnuri e miseria a girutunnu

Storia d’omini Siculi e Sicani
mircanzia finicia e Sicilia greca
minna c’addatta tuttu lu munnu anticu
e poi veni Roma e lu tempu bizantinu
sbàrcanu li Turchi
e arrivanu da lu friddu li Normanni
scinnunu li Svevi di Federicu maravighhia e puisia
passanu li Francisi mannati fora
da lu populu marturiatu
s’assettanu li moddi spagnoli
pi li tanti anni di Vicerè

Storia di turmentu c’arriva a li Borboni
vidennu l’Austrechi e li Savoia
Storia di nu populu c’aspetta Garibaddi
gridannu ‘nmenzu o sangu pani e libbirtà!

Storia ca pari nenti e t’ammuccia u suli
Storia di Scilla e Cariddi vardiani di lu Tempu
Storia virdi di carrubbi e foddi di biddizzi
Storia janca di sali e gialla di frummentu
Storia di figghi ranni e festi di paisi

Storia ancora di lacrimi e sangu
Storia di mineri e surfarara
Storia di figghi pi munna luntani
Storia di baruna a riparu di sciroccu
Storia di mafia ca scafugna senza fini
Storia di Salvatori Giulianu armatu di padruna
Storia di Turiddu Carnivali chianciutu di la matri

Storia di judici, pulizziotti e figghi beddi
ca tinciunu li strati di Sicilia muta e surda a taliari
Storia di briganti vecchi e novi
cu li borsi chini ‘i soddi
Storia di travagghiu ca sempri manca
Storia di varchi senza cchiù mari, abbannunati

Storia di genti stanca, scunfitta e senza ciatu
‘a vidi morta e di ‘ntrattu s’arrusbigghia
si para a festa a lu sonu di campani
e poi su’ ciuri, jorna novi e sirinati

Storia d’amuri eternu dispiratu
Storia di Sicilia ca nun mori, mai!

                                                                                                                       

STORIA DI RACCONTI E CANTI

Storia grande di Sicilia, Storia di “cunti” e canti
storia che diventa leggenda
e con la leggenda si mischia e torna storia

Storia di una terra giardino degli Dei
favola dove è cresciuto il mondo
e i primi eroi furono:
Apollo per le valli a pascolare gli agnelli
quando le ninfe si perdono nei boschi
con la musica di Pan
e i giganti a saltare sopra e sotto la montagna
vomitando pietre e fuoco nel tempo d’Aristeo
che porta olive, vino rosso e miele d’api

Storia d’incantesimi, luce, sole e fantasia
terra profumo di zagara, gelsi,
mandorle e gelsomini.
Storia che lascia la favola e s’incontra col tempo
Sicilia che non piove mai e quando piove annega
attorcigliata senza sonno da terremoti e fuoco di vulcano:

conosce fame, sete, guerra
è calpestata, ribolle, cade e si alza mille volte
e mille volte veste splendori e miseria a girotondo
Storia d’uomini Siculi e Sicani
mercanzia fenicia e Sicilia greca
seno che allatta tutto il mondo antico
e poi viene Roma e il tempo bizantino
sbarcano i Turchi
e arrivano dal freddo i Normanni
scendono gli Svevi di Federico meraviglia e poesia passano i Francesi
cacciati via dal popolo martoriato
si siedono i melliflui Spagnoli
per i tanti anni di Vicerè

Storia di tormento che arriva ai Borboni
vedendo gli Austriaci e i Savoia
Storia di un popolo che aspetta Garibaldi
gridando in mezzo al sangue “pane e libertà!”

Storia che sembra niente e ti nasconde il sole
Storia di Scilla e Cariddi guardiani del Tempo
Storia verde di carrubi e folle di bellezze
Storia bianca di sale e gialla di frumento
Storia di figli grandi e feste di paese

Storia ancora di lacrime e sangue
Storia di miniere e solfatare
Storia di figli per mondi lontani
Storia di baroni a riparo da scirocco
Storia di mafia che sevizia senza fine
Storia di Salvatore Giuliano armato dai padroni
Storia di Turiddu Carnevale
pianto dalla madre
Storia di giudici, poliziotti e figli belli
che arrossano le strade di Sicilia
muta e sorda ad osservare
Storia di briganti vecchi e nuovi con le sacche d’ori
colme Storia di lavoro che sempre manca
Storie di barche senza più mare, abbandonate
Storia di gente stanca, sconfitta e senza fiato
la vedi morta e d’incanto si risveglia
si veste a festa al suono di campane
e poi son fiori, giorni nuovi e serenate

Storia d’amore eterno disperato
Storia di Sicilia che non muore, mai!

 

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