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Lao serena

 

 


 
SERENA LAO - Cenni biografici e curriculum vitae
Serena Lao nasce nei vicoli di Ballarò, rione popolare di Palermo del quale ha portato la voce più remota sui palcoscenici di tutta Italia. Cantautrice, poetessa, attrice e scrittrice di testi e opere di teatro musicale, ha dedicato la vita allo studio, alla composizione e alla ricerca di tutto ciò che concerne le tradizioni popolari, con particolare attenzione alla salvaguardia e diffusione della lingua siciliana.
I primi passi li ha mossi per strada, in mezzo alle casse di frutta e verdura dei "putiara". Suo nonno "l'annacava" con la sedia davanti l'uscio di casa, perchè dentro non c'era spazio e la sua ninna nanna era accompagnata dal coro e dalle "abbanniatine" dei fruttivendoli che reclamizzavano la loro mercanzia. Crescendo si è allontanata da quella zona, ha studiato, ha frequentato altri ambienti, ma il ricordo dell’infanzia l’accompagnerà sempre! Quel linguaggio, quei suoni e quei colori sono scolpiti nella sua memoria in maniera indelebile!
Dai 14 ai 17 anni studia pianoforte, ottenendo lusinghieri risultati, col maestro Ettore Gaiezza.
Innamorata del poeta siciliano Nino Martoglio ed avendo un’inclinazione naturale verso la recitazione dialettale, comincia col partecipare a trasmissioni radiofoniche prima come ospite, poi come conduttrice, dove interpreta sonetti tratti dalla Centona di Nino Martoglio.
Scopre per caso e piuttosto tardi, all’età di 26 anni, di avere una voce alquanto rara: un contralto naturale dai toni quasi maschili. L’incontro con la voce della Sicilia (Rosa Balistreri), è determinante per la sue scelta artistiche e di vita. Da quel periodo inizia la sua più che trentennale attività concertistica e teatrale che la porta ad esibirsi in piazze, teatri, anfiteatri, chiese, zone archeologiche dell’intero territorio regionale e non solo.
Nel 1985 viene mandata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo a rappresentare la Sicilia ad Assisi, in occasione dei festeggiamenti del 4 ottobre, in onore del Santo Patrono d'Italia.
Nel 1987 con la compagnia “Voci di Sicilia”, diretta da Anna Cuticchio, tocca i maggiori centri della Calabria, portando ovunque la sua voce e il suo bagaglio fatto di canti, nenie, poesie e ballate, patrimonio inestimabile di tutti i siciliani. Contemporaneamente fa anche esperienze teatrali che la vedono a fianco di attori come Gigi Burruano, Tony Sperandeo e Giacomo Civiletti, in un lavoro del drammaturgo e giornalista Salvo Licata dal titolo: "Ehi Coca", replicato per oltre otto mesi al “Piccolo Teatro” di Palermo e portato poi in tournée al “Teatro Angelo Musco” di Catania.
È la protagonista femminile, al fianco di Giorgio Li Bassi, della commedia popolare “Da grande voglio fare San Giuseppe” scritta e diretta da Angelo Butera, rappresentata prima a Palermo e replicata per oltre due anni in vari teatri siciliani.
Le sue performance teatrali l'affascinano e la gratificano, riceve infatti molti consensi, ma il canto siciliano rimane sempre e comunque al primo posto. Abbandona definitivamente il teatro e ritorna alla sua tanto amata musica e questa volta non solamente come interprete, ma anche come autrice di testi e musiche.
Nel giro di pochi anni compone un centinaio di canti siciliani e sei operine in vernacolo. Queste operine musicali, di cui è autrice dei testi e delle musiche oltre che interprete, ottengono lusinghieri consensi sia di critica che di pubblico e sono veri musical minimalisti, in cui il canto si intreccia con il recitativo. La melodia, come pure gli arrangiamenti, sviluppano una tessitura musicale di tipo "inclusivo", dove vari generi: etnico, jazz, etc convivono caleidoscopicamente, generando a volte stupore, per la capacità di sposarsi, con naturalezza, con la lingua siciliana. I suoni, le luci e la sua voce, completano il tutto, riuscendo a creare un’atmosfera che rievoca il passato ma con un occhio rivolto al presente.
É iscritta regolarmente alla SIAE come autrice e compositrice.
Nel 1991 (dopo la prematura scomparsa di colei che ritiene, da sempre, il suo punto di riferimento) costituisce l'Associazione Culturale: "Rosa Balistreri", di cui è tuttora Presidente e legale rappresentante.
Tra le sue pubblicazioni discografiche ricordiamo il cd “Francesco una follia d’amore” tratto dall’omonima opera e “Un sogno una… Rosa” tratto dall’omonimo racconto e dedicato alla sua grande Maestra scomparsa. Di prossima presentazione sarà il suo nuovo lavoro discografico: “Ora sugnu cuntenti” (poesie in musica) realizzato in duo con il M° Tobia Vaccaro, di cui è autrice di testi e musiche oltre che interprete.
Oggi Serena Lao viene considerata una tra le più accreditate artiste nel campo dell'etnomusica siciliana. Lei si considera una “cantastorie della modernità”, ma il suo percorso professionale ed artistico va oltre e la porta ad esplorare nuove sonorità e nuove espressioni musicali. Parte dai capi scuola Rosa Balistreri e Ciccio Busacca, ma se ne allontana strada facendo. Pur non rinnegando mai il suo essere interprete popolare, si proietta verso un genere musicale che pesca nella musica etnica internazionale fatta di contaminazioni e di varie influenze stilistiche.
Numerose le sue tournée in tutto il territorio nazionale.
È stata insignita di vari riconoscimenti tra cui:
Nel Marzo del 2005 le è stato assegnato il Premio “Universo Donna”
A luglio 2000 le è stato conferito il Premio Nazionale “Liolà”
E ancora il Premio “AICS 2002”, il Premio Nazionale “Antonio Cottone”, il Premio Nazionale “Gaia”, il Premio “ASLA 1979”
Le è stato conferito il Premio Speciale alla Carriera all’interno del Premio letterario “Madonie Sotto Le Stelle 2010”
A Maggio 2012 è stata premiata dal Circolo Culturale “Giacomo Giardina” con il Premio “Socialità e Cultura” per il suo percorso artistico e culturale nell'ambito della Musica Siciliana. Nel 2014 le è stato conferito, honoris causa, il titolo di Accademico della prestigiosa
Accademia Internazionale Vesuviana.
Le è stato conferito il Premio della Cultura “AsprAzzurra 2014” con la Motivazione: “Voce del 390° Festino di Santa Rosalia a Palermo.
Ha preso parte a importanti manifestazioni tra cui: “Serata in Memoria del Poeta Giuseppe Ganci Battaglia” musicando alcune poesie del famoso poeta madonita, ed eseguendole in piazza, accompagnata dal suo gruppo strumentale. La manifestazione si è svolta a Gratteri il 21/8/1999.
Nell’ambito del 390° Festino di Santa Rosalia a Palermo, è stata scelta dalla Regista milanese Monica Maimone, che le ha affidato il ruolo di narratrice dell’intera vicenda umana e spirituale della “Santuzza” che nel 1624 liberò i palermitani dalla peste. Suoi sono i testi che ha narrato su una delle terrazze della Cattedrale di Palermo.
Ha partecipato in veste di “Madrina” al Reading Poetico svoltosi il 31 agosto 2014 presso “Palazzo Alliata di Villafranca” a Palermo
Nell'ambito della “Settimana delle Culture”, patrocinata dal Comune di Palermo, ha partecipato in veste di “Ospite d’onore e Madrina” al Reading Poetico svoltosi giorno 8 novembre 2014 nella “Sala del Caffè” del Teatro Massimo di Palermo. In quest’occasione le è stata consegnata una targa per l’impegno culturale ed artistico da parte del Consiglio Comunale.
È stata premiata in vari Concorsi Letterari tra cui:
Il Premio “Loredana Torretta Palminteri” dove si è classificata seconda con la lirica “Luntanu” Baucina 2010.
Finalista alla prima edizione del Premio “Arenella Citta di Palermo” con la lirica: “Desideriu”
Vincitrice del 1° Premio assoluto per la sezione in lingua siciliana con la lirica: “Ora sugnu cuntenti” alla Xª edizione del prestigioso Concorso Letterario “Giacomo Giardina” Bagheria 2011
Si è classificata al terzo posto con la lirica: “Lu carruzzuni” al Premio di poesia “Elvezio Petix” Casteldaccia 2011
Si è classificata al terzo posto con la lirica: “Notturna” al Premio Letterario “Giulio Palumbo” Ficarazzi 2012
Si è classificata al terzo posto con la lirica: “Io cantu” al Premio Letterario “Convivio 2013” a Caltagirone
Vincitrice del 1° Premio assoluto per la sezione “poesie d’amore” con la lirica: “Lu papaveru ‘nnamuratu” alla XIIª edizione del Concorso Letterario “Giacomo Giardina” Bagheria 2013
Vincitrice del 2° Premio Assoluto, per la sez. in lingua siciliana, con la lirica “Notturna” alla prima edizione del Concorso Letterario “Paolo Emiliani Giudici” Mussomeli 26 gennaio 2014
Vincitrice del 1° Premio assoluto per la sezione “poesie in lingua siciliana” con la lirica: “Luna lunedda” alla XIIIª edizione del Concorso Letterario “Loredana Torretta Palminteri” Baucina 2014.
Ha partecipato alla tredicesima edizione del Premio Il Convivio 2014, Poesia, prosa e arti figurative indetto dall’Accademia Internazionale Il Convivio, di Castiglione di Sicilia (CT), dove le è stato assegnato il “Premio alla Carriera” per la sua attività musicale, con riferimento all’opera discografica “Ora sugnu cuntenti” (poesie in musica) e dove si è classificata Finalista con il suo romanzo inedito “M@tilde”.
Vive e lavora a Palermo.
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DINTRA LA MENTI

parole e musica e canto: SERENA LAO

 


 

DINTRA LA MENTI

Si la terra furria ‘ntunnu ‘ntunnu
tu nun si cchiù lu centru di lu munnu
si l’omini putissiru jucari
e picciriddi arreri riturnari
si u mari fussi chinu pi piscari
a morti nun facissi cchiù scantari

Vuci di picciriddi
occhi comu faiddi
parinu addumannari
spiranzi pi campari
celi senza li stiddi
siri cchiù longhi e friddi
la negghia pi li strati
paisi abbannunati

Lu passatu è dintra lu prisenti
cc’è cu soffri e a tia ti pari nenti
si un ciuri pò sbucciari supra un munti
si a genti pò campari cu la genti
pirchì ti parru e mancu tu mi senti
forsi u to cori è mari vacanti

Vuci di picciriddi
occhi comu faiddi
parinu addumannari
spiranzi pi campari
celi senza li stiddi
siri cchiù longhi e friddi
la negghia pi li strati
paisi abbannunati

 

 

 
SERENA LAO - Cenni biografici e curriculum vitae
Serena Lao nasce nei vicoli di Ballarò, rione popolare di Palermo del quale ha portato la voce più remota sui palcoscenici di tutta Italia. Cantautrice, poetessa, attrice e scrittrice di testi e opere di teatro musicale, ha dedicato la vita allo studio, alla composizione e alla ricerca di tutto ciò che concerne le tradizioni popolari, con particolare attenzione alla salvaguardia e diffusione della lingua siciliana.
I primi passi li ha mossi per strada, in mezzo alle casse di frutta e verdura dei "putiara". Suo nonno "l'annacava" con la sedia davanti l'uscio di casa, perchè dentro non c'era spazio e la sua ninna nanna era accompagnata dal coro e dalle "abbanniatine" dei fruttivendoli che reclamizzavano la loro mercanzia. Crescendo si è allontanata da quella zona, ha studiato, ha frequentato altri ambienti, ma il ricordo dell’infanzia l’accompagnerà sempre! Quel linguaggio, quei suoni e quei colori sono scolpiti nella sua memoria in maniera indelebile!
Dai 14 ai 17 anni studia pianoforte, ottenendo lusinghieri risultati, col maestro Ettore Gaiezza.
Innamorata del poeta siciliano Nino Martoglio ed avendo un’inclinazione naturale verso la recitazione dialettale, comincia col partecipare a trasmissioni radiofoniche prima come ospite, poi come conduttrice, dove interpreta sonetti tratti dalla Centona di Nino Martoglio.
Scopre per caso e piuttosto tardi, all’età di 26 anni, di avere una voce alquanto rara: un contralto naturale dai toni quasi maschili. L’incontro con la voce della Sicilia (Rosa Balistreri), è determinante per la sue scelta artistiche e di vita. Da quel periodo inizia la sua più che trentennale attività concertistica e teatrale che la porta ad esibirsi in piazze, teatri, anfiteatri, chiese, zone archeologiche dell’intero territorio regionale e non solo.
Nel 1985 viene mandata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo a rappresentare la Sicilia ad Assisi, in occasione dei festeggiamenti del 4 ottobre, in onore del Santo Patrono d'Italia.
Nel 1987 con la compagnia “Voci di Sicilia”, diretta da Anna Cuticchio, tocca i maggiori centri della Calabria, portando ovunque la sua voce e il suo bagaglio fatto di canti, nenie, poesie e ballate, patrimonio inestimabile di tutti i siciliani. Contemporaneamente fa anche esperienze teatrali che la vedono a fianco di attori come Gigi Burruano, Tony Sperandeo e Giacomo Civiletti, in un lavoro del drammaturgo e giornalista Salvo Licata dal titolo: "Ehi Coca", replicato per oltre otto mesi al “Piccolo Teatro” di Palermo e portato poi in tournée al “Teatro Angelo Musco” di Catania.
È la protagonista femminile, al fianco di Giorgio Li Bassi, della commedia popolare “Da grande voglio fare San Giuseppe” scritta e diretta da Angelo Butera, rappresentata prima a Palermo e replicata per oltre due anni in vari teatri siciliani.
Le sue performance teatrali l'affascinano e la gratificano, riceve infatti molti consensi, ma il canto siciliano rimane sempre e comunque al primo posto. Abbandona definitivamente il teatro e ritorna alla sua tanto amata musica e questa volta non solamente come interprete, ma anche come autrice di testi e musiche.
Nel giro di pochi anni compone un centinaio di canti siciliani e sei operine in vernacolo. Queste operine musicali, di cui è autrice dei testi e delle musiche oltre che interprete, ottengono lusinghieri consensi sia di critica che di pubblico e sono veri musical minimalisti, in cui il canto si intreccia con il recitativo. La melodia, come pure gli arrangiamenti, sviluppano una tessitura musicale di tipo "inclusivo", dove vari generi: etnico, jazz, etc convivono caleidoscopicamente, generando a volte stupore, per la capacità di sposarsi, con naturalezza, con la lingua siciliana. I suoni, le luci e la sua voce, completano il tutto, riuscendo a creare un’atmosfera che rievoca il passato ma con un occhio rivolto al presente.
É iscritta regolarmente alla SIAE come autrice e compositrice.
Nel 1991 (dopo la prematura scomparsa di colei che ritiene, da sempre, il suo punto di riferimento) costituisce l'Associazione Culturale: "Rosa Balistreri", di cui è tuttora Presidente e legale rappresentante.
Tra le sue pubblicazioni discografiche ricordiamo il cd “Francesco una follia d’amore” tratto dall’omonima opera e “Un sogno una… Rosa” tratto dall’omonimo racconto e dedicato alla sua grande Maestra scomparsa. Di prossima presentazione sarà il suo nuovo lavoro discografico: “Ora sugnu cuntenti” (poesie in musica) realizzato in duo con il M° Tobia Vaccaro, di cui è autrice di testi e musiche oltre che interprete.
Oggi Serena Lao viene considerata una tra le più accreditate artiste nel campo dell'etnomusica siciliana. Lei si considera una “cantastorie della modernità”, ma il suo percorso professionale ed artistico va oltre e la porta ad esplorare nuove sonorità e nuove espressioni musicali. Parte dai capi scuola Rosa Balistreri e Ciccio Busacca, ma se ne allontana strada facendo. Pur non rinnegando mai il suo essere interprete popolare, si proietta verso un genere musicale che pesca nella musica etnica internazionale fatta di contaminazioni e di varie influenze stilistiche.
Numerose le sue tournée in tutto il territorio nazionale.
È stata insignita di vari riconoscimenti tra cui:
Nel Marzo del 2005 le è stato assegnato il Premio “Universo Donna”
A luglio 2000 le è stato conferito il Premio Nazionale “Liolà”
E ancora il Premio “AICS 2002”, il Premio Nazionale “Antonio Cottone”, il Premio Nazionale “Gaia”, il Premio “ASLA 1979”
Le è stato conferito il Premio Speciale alla Carriera all’interno del Premio letterario “Madonie Sotto Le Stelle 2010”
A Maggio 2012 è stata premiata dal Circolo Culturale “Giacomo Giardina” con il Premio “Socialità e Cultura” per il suo percorso artistico e culturale nell'ambito della Musica Siciliana. Nel 2014 le è stato conferito, honoris causa, il titolo di Accademico della prestigiosa
Accademia Internazionale Vesuviana.
Le è stato conferito il Premio della Cultura “AsprAzzurra 2014” con la Motivazione: “Voce del 390° Festino di Santa Rosalia a Palermo.
Ha preso parte a importanti manifestazioni tra cui: “Serata in Memoria del Poeta Giuseppe Ganci Battaglia” musicando alcune poesie del famoso poeta madonita, ed eseguendole in piazza, accompagnata dal suo gruppo strumentale. La manifestazione si è svolta a Gratteri il 21/8/1999.
Nell’ambito del 390° Festino di Santa Rosalia a Palermo, è stata scelta dalla Regista milanese Monica Maimone, che le ha affidato il ruolo di narratrice dell’intera vicenda umana e spirituale della “Santuzza” che nel 1624 liberò i palermitani dalla peste. Suoi sono i testi che ha narrato su una delle terrazze della Cattedrale di Palermo.
Ha partecipato in veste di “Madrina” al Reading Poetico svoltosi il 31 agosto 2014 presso “Palazzo Alliata di Villafranca” a Palermo
Nell'ambito della “Settimana delle Culture”, patrocinata dal Comune di Palermo, ha partecipato in veste di “Ospite d’onore e Madrina” al Reading Poetico svoltosi giorno 8 novembre 2014 nella “Sala del Caffè” del Teatro Massimo di Palermo. In quest’occasione le è stata consegnata una targa per l’impegno culturale ed artistico da parte del Consiglio Comunale.
È stata premiata in vari Concorsi Letterari tra cui:
Il Premio “Loredana Torretta Palminteri” dove si è classificata seconda con la lirica “Luntanu” Baucina 2010.
Finalista alla prima edizione del Premio “Arenella Citta di Palermo” con la lirica: “Desideriu”
Vincitrice del 1° Premio assoluto per la sezione in lingua siciliana con la lirica: “Ora sugnu cuntenti” alla Xª edizione del prestigioso Concorso Letterario “Giacomo Giardina” Bagheria 2011
Si è classificata al terzo posto con la lirica: “Lu carruzzuni” al Premio di poesia “Elvezio Petix” Casteldaccia 2011
Si è classificata al terzo posto con la lirica: “Notturna” al Premio Letterario “Giulio Palumbo” Ficarazzi 2012
Si è classificata al terzo posto con la lirica: “Io cantu” al Premio Letterario “Convivio 2013” a Caltagirone
Vincitrice del 1° Premio assoluto per la sezione “poesie d’amore” con la lirica: “Lu papaveru ‘nnamuratu” alla XIIª edizione del Concorso Letterario “Giacomo Giardina” Bagheria 2013
Vincitrice del 2° Premio Assoluto, per la sez. in lingua siciliana, con la lirica “Notturna” alla prima edizione del Concorso Letterario “Paolo Emiliani Giudici” Mussomeli 26 gennaio 2014
Vincitrice del 1° Premio assoluto per la sezione “poesie in lingua siciliana” con la lirica: “Luna lunedda” alla XIIIª edizione del Concorso Letterario “Loredana Torretta Palminteri” Baucina 2014.
Ha partecipato alla tredicesima edizione del Premio Il Convivio 2014, Poesia, prosa e arti figurative indetto dall’Accademia Internazionale Il Convivio, di Castiglione di Sicilia (CT), dove le è stato assegnato il “Premio alla Carriera” per la sua attività musicale, con riferimento all’opera discografica “Ora sugnu cuntenti” (poesie in musica) e dove si è classificata Finalista con il suo romanzo inedito “M@tilde”.
Vive e lavora a Palermo.
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LU FOCU DI LA PAGLIA

autore anonimo - canta: SERENA LAO

 


 

LU FOCU DI LA PAGLIA

(tradizionale)

Lu focu di la paglia pocu dura

quantu l’amuri di la munzignara

l’amuri ca durò menu d’un’ura

vampa la capricciusa di mavara.

L’occhiu amurusu miu

ti vitti chiara, surgiva d’acqua

cristallina e pura

ma mètiri li petri di ciumara

è lu risparmiu di la fugnatura.

Stannu sunannu a mortu li campani

ora ca tu ammazzasti

lu miu amuri

lu suli ca scurò cielu e lu mari

e lu me cori è chinu di duluri.

Mi lu mittisti a modu di littani

stannu scavannu fossi e sipurturi

cercanu crozzi e mali cristiani

pi darimi li spini

ncanciu di ciuri

                                                                                                                        

 

 

IL FUOCO DELLA PAGLIA

Il fuoco della paglia poco dura

quanto l’amore di una menzognera

l’amore che durò meno di un’ora

è il fuoco capriccioso

di una cartomante.

L’occhio mio pieno d’amore

ti vide chiara, sorgente di acqua

cristallina e pura

ma non basta togliere

le pietre di fiume perché rimane

il fango della fognatura.

Stanno suonando a morto le campane

ora che tu hai ammazzato il mio amore

il sole che ha oscurato cielo e mare

e il mio cuore è pieno di dolore.

Hai dato il mio cuore ai becchini

stanno scavando fosse e sepolture

cercano teschi e gente cattiva

per darmi spine

in cambio di fiori.                                                                                        

                                                                                 

 

La canzone parla di un amore breve durato poco “meno di un'ora”, come un "fuoco di paglia" che si accende in fretta e in fretta scompare.

      Commovente il lamento iniziale, che nasce dall’amore tradito di una “menzognera”, un tempo “cristallino e puro” che diventa presto “fango di fogna”. “Ora che hai ammazzato il mio amore si è oscurato il cielo e il mare”, “le campane suonano a morto”

      Tristissimo il finale: il cuore dell’innamorato abbandonato e tradito è freddo, morto e viene rappresentato da un cimitero pieno di “teschi e sepolture”  e “da spine in cambio di fiori”.  Disperato il finale col la-la-la un lamento dal quale traspare tutto il dolore, la delusione e la rassegnazione di aver perso l’amata. 
      Strutturalmente la canzone è formata da endecasillabi con accento sulla 6 e 10 sillaba. La tonalità musicale è in Si bemolle minore (la tonalità in minore accentua l’amarezza e la disperazione).

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LA SIMINZINA

autore anonimo - canta: SERENA LAO

 


 

LA SIMINZINA

Vò e la rivò,
ora veni lu patri tò

e ti porta la siminzina,
la rosamarina e lu basilicò

ti porta la siminzina,
la rosamarina e lu basilicò.

Oh figlia mia lu Santu passau
e di la bedda mi ‘nni spiau
e iu ci disssi: - la bedda durmìa
e dormi figlia di l’arma mia.

Ed iu ci dissi: - la bedda durmia
e dormi figlia di l’arma mia.

Vò e la rivò,
ora veni lu patri tò

e ti porta la siminzina,
la rosamarina e lu basilicò

ti porta la siminzina,
la rosamarina e lu basilicò.

Vò, vò, vò,
dormi figlia e fai la vò,
Vò, vò, vò,
dormi figlia e fai la vò,
e fai la vò                                                                                                                          

 

 

LA SEMENZA


Bo e l’aribò
ora arriva tuo padre,

e ti porta la semenza,

la rosa marina e il basilico,.

e ti porta la semenza,

la rosa marina e il basilico.

O figlia mia, il santo è passato

e della bella mi ha chiesto,

ed io gli ho detto che la bella dormiva,
e dormi, figlia dell'anima mia.

Ed io gli ho detto che la bella dormiva,
e dormi, figlia dell'anima mia.

Bo e l’aribò 
ora arriva tuo padre,

e ti porta la semenza,

la rosa marina e il basilico,.

e ti porta la semenza,

la rosa marina e il basilico.


Ninna nanna,
dormi figlia e fai la nanna.
Ninna nanna,
dormi figlia e fai la nanna

2) Bo e l’aribò oppure Vo e l’arivò

     ha il significato di Ninna, Nanna                                                                                   

 

      Le ninne nanne sono canzoni cantate in tutti gli angoli della terra,  sono presenti in ogni regione italiana, in Sicilia in tutti i paesi le mamme cantano ninne nanne per indurre il sonno ai neonati; Tutte le mamme in qualsiasi latitudine conoscono l’effetto tranquillante, calmante, rassicurante ed ipnoinducente delle ninne nanne, spesso il solo accennare una ninna nanna predispone al sonno al neonato quasi per un riflesso condizionato, a volte accompagnato da movimenti ondulatori (annacata)  che sono ritmici e che amplificano l’induzione al sonno e molto rassomigliano all’azione del pendolo e delle parole rassicuranti dette dal medico durante l’ipnosi.
      Sono canzoni dolci, di vero amore materno. Il ritmo usato in quasi tutte le ninne nanne è il 3/4 oppure 6/8, ritmo tipico dell’andirivieni o barcarola, e dei canti natalizi Ogni prima nota del ¾ è la nota con accento forte e corrisponde all’inizio del movimento ondulatorio una volta a destra e una volta a sinistra.

Il neonato, spesso per il sonno diventa irrequieto, piange, accelera il battito cardiaco e la frequenza respiratoria, con la ninna nanna il neonato comincia a respirare seguendo il ritmo della musica, il battito cardiaco rallenta e le pulsazioni si adeguano ai ritmi della melodia, la tensione muscolare diminuisce, il corpo si rilassa e il bambino prova una sensazione di benessere che è il primo passo per addormentarsi.
Lionardo Vigo, (Acireale, 25 settembre 1799 – 14 aprile 1879) poeta, filologo, nella raccolta di “Canti popolari siciliani” pubblicata nel 1857 riporta al n: 2266 la seguente canzone  di Palermo, dalla quale è certamente tratta la “Siminzina
(vedi copia a pag. 352 al n 2266 e copia del
Pitrè a pag. 353 al n. 738)

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LMI VOTU E MI RIVOTU

autore anonimo - canta: SERENA LAO

 


 

MI VOTU E MI RIVOTU

(tradizionale)

Mi votu e mi rivotu suspirannu

passu li notti ‘nteri senza sonnu.

E li biddizzi iu cuntimplannu

li passu di la notti ‘nsinu a jornu.

Pi tia nun pozzu ora

cchiù durmìri

paci nun havi cchiù

st’afflittu cori.

Lu sai quannu ca iu

t’haiu a lassari:

quannu la vita mia

finisci e mori.

                                                                                                                        

 

 

MI GIRO E MI RIGIRO

Mi giro e mi rigiro (1) sospirando

passo le notti intere senza sonno.

E contemplando le tue bellezze

le ripenso nella notte

fino a quando fa giorno.

Per te ora non posso più dormire

pace non ha più

questo afflitto cuore.

Tu lo sai quando

dovrò lasciarti:

quando la vita mia

 finisce e muore.

1) dentro il letto                                                                                                

                                                                                 

 

      Il canto “Mi votu e mi rivotu” è la canzone più ascoltata del repertorio di Rosa Balistreri ed è il canto che più viene associato a Rosa Balistreri da molti appassionati di musica popolare siciliana o di altri generi musicali.

Il canto è molto antico, l’autore come in quasi tutti i canti popolari, è sconosciuto.

Rosa Balistreri in un intervista afferma di aver sentito cantare questa canzone per la prima volta dentro il carcere di Palermo, ed ha attribuito ad un carcerato la composizione, in realtà il testo di questa canzone è presente nella raccolta di “Canzoni siciliani” del Frontini.

Salomone Marino Salvatore nel suo libro “Canti popolari siciliani”  1867 riporta la stessa canzone : “Nun dormuriposu a tia pinsannu / passu li notti interi senza sonnu”.  Nei primi del 1900 viene musicato da vari musicisti col nome di “Canzone villereccia”.

      Nella canzone l’amato spasima per l’amata e trascorre intere notti pensando a Lei, solo la morte potrà dividerli. La musica è dolcissima ed è un inno d’amore che coinvolge totalmente l’amato da fargli perdere sonno e pace. Solo la morte potrà dividerli.

      Il verso è un endecasillabo, mentre la musica ha la tonalità di La minore con un tempo di 6/8 caratteristico delle barcarole e ninne nanne.

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