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SAMMARTANO GIUSEPPE






DU' PALUMMEDDI

LASSATIMI STARI CCA (video)

LU VECCHIU E LU MARI

MURMURII DI VITA

PUISIA DI LU CORI

 

SI FUSSI LU PUETA DI L'AMURI

 



Il Poeta Dialettale Giuseppe Sammartano, Catanese residente a Paternò, è un ex impiegato statale oggi in pensione, ha iniziato a comporre versi dal 1983 , scoprendo per caso questa sua facoltà, grazie ad una disputa sportiva avuta con un collega di lavoro, il quale gli esternò il suo disappunto scrivendoglielo in rima. Anche lui gli rispose in rima, e, visto che non aveva nessuna difficoltà a comporre, d'allora non ha più smesso.
Grande estimatore della Natura (la Grande Madre), nonchè suo paladino, a LEI ha dedicato buona parte delle sue composizioni, cercando di trasmettere le emozioni che continuamente gli regala, e nello stesso tempo di denunciare tutti i soprusi e gli scempi che è costretta a subire, per speculazioni ed altro, dall'uomo.
Gli piace tutto ciò che è Arte, Dipingere, Pescare.
note prelevate da http://artevizzari.italianoforum.com/t1413-giuseppe-sammartano
Ecco cosa dice di Giuseppe Sammartano Nino Barone presentando il suo libro di poesie "Murmurii di vita"
Se dovessi descrivere il poeta Giuseppe Sammartano con un appellativo che lo identifichi in pieno non avrei alcuna esitazione nell'affermare che si tratta di un vero "pittore del verso" che, con le sue parole riesce a dipingere in modo sorprendente ciò che vede con gli occhi dell'anima. Nuovo paladino della poesia siciliana, (il presente volume raccoglie anche poesie in lingua italiana) in pochissimo tempo ha mietuto successi e primati in concorsi e rassegne che lo hanno catapultato a pieno titolo verso traguardi sempre più prestigiosi ed oggi, a mio parere, è una delle voci più autorevoli nel panorama regionale.
Si scopre poeta in età matura ma riesce presto a trovare consapevolezza di questo dono, coltivandolo con amore, attraverso il quale racconta "un'esistenza", la sua esistenza in un viaggio orizzontale fatto di piccole e umili cose di dda vita fatta tutta di pilìu da dove trae spunti, sensazioni per descrivere una realtà che soffre: unni la puvirtà s'appinnica/unni na fedda i pani sapi amara/unni un raggiu di suli pari na vamparigghia o jornu di l'Ascinzioni.
Ricordi e affetti scorrono come in un malinconico film e si susseguono immagini del suo tempo che emozionano il lettore fino a renderlo protagonista della scena che Sammartano descrive con inimitabile meticolosità: davanti misu intra a un piattinu/cu la fiammuzza nica e trimulanti/pusatu c'era 'n semplici luminu/pi la divuzioni a morti e Santi quando parla, ad esempio, di Don Tinu, lu scarparu d''u quarteri. Il quartiere, luogo di condivisone, aggregazione, riunione che ritorna sovente nei meravigliosi versi del poeta che prorompenti raccontano aneddoti, stralci di vita di un tempo che fu dove a genti d''u quarteri assai cuntenta/s'affacinnava lesta allegramenti. La poesia di Sammartano è pregna di lirismo, d'elevata espressività, d'immediatezza; i suoi contenuti sono veri, autentici, per nulla costruiti a tavolino ma affiorano dal profondo dell'anima facendosi schegge di saggezza in una società che ha perso riferimenti, principi, valori. Lo sfondo della sua poetica è la Natura che il poeta ama e decanta in tutte le sue forme con impressionante verismo; quadretti idilliaci, come per miracolo, scivolano davanti agli occhi del lettore che ne percepisce addirittura colori, profumi, sapori: calmu lu mari…è specchiu lucenti/'n chianu stipatu di tanti culuri/ca tocca lu cori…pigghia la menti/mentri stiddìa cu middi lustruri. Un tutt'uno con la Natura, insomma, che lo attrae, lo ammalia, lo nutre: stanotti chi cumanna lu splinnuri/nta sta campagna sulu a cuntimplari/lu beddu fruttu duci di l'amuri/chi la Gran Matri soli arrialari. Il suo linguaggio è schietto, genuino perché schietto e genuino è il suo modo di concepire la vita, questa avventura che considera fermamente un dono di Dio e che rispetta con tutto se stesso; la vita che spesso però, lo ha portato a riflessioni profonde: pirchì…dicu pirchì distinu amaru/quannu la voi na cosa ti la pigghi? ma che gli ha regalato anche stimoli e conforto nella contemplazione di un tramonto, nel canto degli uccelli, in una semplice e desolata stradina di campagna.
Giuseppe Sammartano ha tutte le carte in regola per essere annoverato tra gli esponenti più importanti della poesia siciliana e con questa sua ultima fatica, sono certo, darà ampia dimostrazione del suo valore poetico che rappresenta per tutta la comunità culturale una concreta testimonianza a favore della tradizione siciliana che, al di la, di sterili concetti su di essa, rimane comunque radicata e consistente.