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Girolamo La Marca

 

A MA FIGGLIU LUNTANU

MA MATRI

C'ERA NA VOTA

CHIUVIDDRICA

BEDDA MATRI DI LU CUMMENTU

GIRA VOTA E FIRRIA

GRAMIGNA

LU MANGIARI DI NA VOTA

MI PIACI PINZARITI

NA PALA DI FICUDINIJ

NUN CANTU CCHIU'

NUTTATA

SPARIGGI



La Marca Girolamo nasce a Ravanusa il 3 febbraio del 1955.
Giovanissimo,a nove anni,viene mandato in collegio ad Anagni e poi ad Alatri nel Lazio. Sono anni difficili pieni di angoscia per uno strappo mai digerito dalla sua famiglia e dalla sua terra.Il carattere ne risentirà sicuramente e faranno di lui il poeta triste che tutti conoscono Ritornerà in Sicilia per completare gli studi a Caltagirone dove tra l'altro sarà ambientato il suo primo romanzo "Blu cobalto".dove emerge anche l'altro suo grande amore,la pittura,dato che il protagonista è appunto un artista all sbando che cerca con i pennelli di guarire le ferite dell'anima.Un atto d'amore anche per il paese della ceramica e per i compagni di liceo da lui conosciuti e dai quali non si è mai distaccato Si laurea in giurisprudenza all'università di Palermo ,"un atto dovuto" al padre più che una sua logica scelta preferendo lo stesso le materie letterarie e non giuridiche.Un'altra forzatura che comunque non gli impedisce di laurearsi regolarmente . Ritornato finalmente in paese collabora con la rivista" L'Eco di Ravanusa" di Lilli Parisi sotto lo pseudonimo di" Pilato" e si fa apprezzare soprattutto per le vignette e per lo stile sempre ironico e sarcastico che sembrano contrastare con la sua indole esistenziale.
Dopo una lunga parentesi si inventa un nuovo giornale dal geniale nome "Lu Papanzicu" che in collaborazione con Filippo Cassaro diventa un punto di riferimento per la comunità locale.
Staccatosi da quella che lui definisce "la sua creatura" poi con Gianfilippo Lombardo s'inventa "La Marreddra" ottenendo nuovi e meritati consensi. Inizia nel 2000 a scrivere poesie o meglio a renderle publiche perchè le poesie le aveva sempre scritte
ma tenute nel cassetto. vincendo numerosi premi anche a carattere nazionale come il Parnaso e" L'Alessio di Giovanni" "Il Navarro "ed il "Martoglio" ed il" Balistreri" il "Duas Lauros" di Roma dando alla luce una apprezzatissima raccolta di liriche dal titolo " Ci son silenzi che.." che lo fa conoscere un po a tutti. Poesie semplici nello stile ma ricche sicuramente di pathos e, a detta di molti, universali nei contenuti.Con "Sientu vuci.." l'ultimo libro in verrnacolo l'autore cerca di raggiungere lo stesso successo utilizzando però il dialetto,la lingua dei padri, come mezzo lirico di sanguigna comunicazione.Ma Girolamo La Marca non è solo scrittore,è anche scultore,pittore vignettista,giornalista,autore di canzoni come Nassirya dei Teppisti Dei Sogni,insomma un artista a tempo pieno.Un vanto insomma per il paese al quale appartiene e al quale lui è legato da un morboso attacamento dovuto forse anzi sicuramente a quel distacco giovanile subito e mai digerito.