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CANTASTORIE

RICETTE SICILIANE

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MORSI CU MORSI

ROSA BALISTRERI

 
 

 
 
 

MORSI CU MORSI (tradizionale)
Morsi cu morsi,
cu m’amava persi,
come fineru li jochi e li spassi!
Sta bedda libirtà
comu la persi!
L’hanno 'n putiri
li canazzi corsi.
Chianciti tutti, li liuna e l’ursi,
chianci me matri
ca vivu mi persi.
Cu dumanna di mia
comu 'un ci fussi:
scrivìtimi a lu libru di li persi.

 

E’ MORTO CHI E MORTO
Chi è morto è morto,
chi mi amava ho perduto,
son finiti i giochi e gli spassi!
Questa bella libertà,
come l’ho persa!
L'hanno in potere
i cani corsi.
Piangete tutti, i leoni e gli orsi,
piange mia madre
che mi ha perduto mentre ero vivo.
A chi chiede di me,
(rispondete) come se non ci fossi:
scrivetemi (1) nel libro dei perduti.
1) scrivete il mio nome)

 

  Canto di carcere, si denota l’amarezza di chi è in cella, solo, abbandonato dagli amici, solo il ricordo della madre lenisce il dolore. Nei canti dei carcerati il ricordo materno è una costante che si ritrova in molte poesie e canzoni; la madre è il primo collegamento con la vita ed è la prima persona a cui si ci rivolge nel bisogno; anche chi si è macchiato di orribili delitti si intenerisce al ricordo della madre che piange per il figlio

https://www.youtube.com/watch?v=4mMC14LCuAk
altra interpretazione di RosaBalistreri

https://www.youtube.com/watch?v=djbeFdqsqR4
altra interpretazione di RosaBalistreri