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UOMINI E SOLDI

autore Fausto Amodei

Rosa Balistreri

 

UOMINI E SOLDI
(Fausto Amodei)

Son senza patria i soldi
ohi dei padroni
son soldi viaggiatori
come i piccioni

Per far viaggi d’affari
o di piacere
i capitali varcano
le frontiere

Son mille e più miliardi
che anno per anno
traversan le frontiere
e se ne vanno

E noi lavoratori
senza lavoro
dobbiamo per mangiar
viaggiar con loro


I soldi dei padroni
ci han tolto via
fan tappa su in Piemonte
e in Lombardia

e qui si riproducono
per contanti
poi se ne vanno all’estero
tutti quanti

I soldi dei padroni
van dritti dritti
dovunque possan trarre
maggior profitti

e noi passo per passo
metro per metro
dobbiamo per mangiare
tenergli dietro.

Avevo già arricchito
più di un padrone
facendo da bracciante
nel meridione.

E poi nel nord e all’estero
da operaio
ne ho fatti venir ricchi
qualche migliaio

La regola da trarre
è solo una
ci dicon di emigrare
per far fortuna.

Certo si fa fortuna
ma si dimostra
che noi facciam la loro
e non la nostra.

I soldi dei padroni
che fuggon via
danneggiano la nostra
economia.

Perché danno un passivo
dei più imponenti
alla nostra bilancia
dei pagamenti.

Ma la bilancia torna
a funzionare
purché noi si continui
ad emigrare

ed a spedire a casa
quei bei contanti
che sono le rimesse
degli emigranti.

Ma occorre che gli passi
quel brutto vizio
che i soldi ci hanno sempre
al loro servizio

Dev’essere il contrario
e prima o poi
dovranno essere i soldi
a servir noi.

La rabbia che han portato
i nostri fratelli
all’Alfa e alla Fiat
e alla Pirelli

Noi la dobbiam portare
per tutta Europa
schiacciando via i padroni
come una scopa

Perché il padrone è uno
non ci si sbaglia
che faccia i soldi all’estero
o qui in Italia

I soldi lui li fa
sul nostro lavoro
e poi li manda all’estero
e noi con loro.

Noi non vogliamo essere
mai più esiliati
ma ormai protagonisti
e organizzati.

Dobbiam farla finita
e ad esser pronti
a giunger presto alla
resa dei conti.

Ringrazio Felice Liotti che mi ha fatto pervenire questa cantata di Rosa Balistreri. "Uomini e soldi" di Fausto Amodei.
Nei primi anni di attività professionale Rosa Balistreri fece parte del "Canzoniere Italiano" formato da un gruppo di artisti e studiosi di musica popolare e del canto sociale che partire dagli anni 60 a Milano diedero vita a una rivista e a un gruppo musicale collegandosi all’esperienza del “Cantacroniche” di Michele Luciano Straniero: tra questi studiosi da ricordare oltre a Michele Luciano Straniero, Fausto Amodei, Robero Leydi, Sandra Mantovano, a questi si aggiunsero Gianni Bosio, Ernesto Di Martino, Cesare Bermani, Ivan della Mea, Giovanna Daffini, Giovanna Manni, Caterina Bueno, Dario Fo ed altri.
Fausto Amodei, autore di testi e fine musicista, fece parte del glorioso gruppo de Il Cantacronache
Rimasto ancor’oggi baluardo di quel battaglione fiero e indomito di autori della “canzone politica” degli anni ’70, ci si accorge con non poco sgomento che gli argomenti che trattava allora sono spesso ancora, ahimé, attualissimi. Pare non esserci scostati di un millimetro da quelle problematiche…
Di Amodei ci risuonano ancora fresche nella memoria i bellissimi e corali “Morti di Reggio Emilia” e “ Se non li conoscete”
Canzone politica che venne cantata in molte feste dell'Unità alle quali partecipò come cantante Rosa Balistreri.
Si nota il forte contrasto tra lavoratori e datori di lavoro, i primi sfruttati per fare i soldi che i padroni portano all'estero.



 


 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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