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CANTASTORIE

RICETTE SICILIANE

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'NTA STA CASA

Rosa Balistreri

 

 

 

 

"NTA STA CASA

'Nta sta casa nun c'è celu
nun c'è celu e mancu stiddi
ma 'nto tettu nun si vidinu
e girianu li spiddi,
ma 'nto tettu nun si vidinu
e girianu li spiddi.

'Nta sta casa nun s'è suli,
nun c'è suli e mancu luna
ma girianu li spiddi
comu fussuru patruna
ma girianu li spiddi
comu fussuru patruna.

Ti scungiuru e malidicu
spiddi fazzu a Diu nimicu
si nisciti a tutti quanti
chiamu a Cristu e a tutti i Santi,
si nisciti a tutti quanti
chiamu a Cristu e a tutti i Santi .

.

                                                                           

 

IN QUESTA CASA

In questa casa non c'è cielo
non c'è cielo e nemmeno stelle
ma nel tetto non si vedono
e girano spiriti,
ma nel tetto non si vedono
e girano spiriti

In questa casa non c'è sole,
non c'è sole e nemmeno luna
ma girano gli spiriti
cone fossero padroni,
ma girano gli spiriti
cone fossero padroni.

Ti scongiuro e maledico
spiriti vi faccio a Dio nemici
se uscite tutti quanti
chiamo a Cristo e a tutti i Santi,
se uscite tutti quanti
chiamo a Cristo e a tutti i Santi.

.                          

 

 

'NTA STA CASA " inedito di ROSA BALISTRERI.
Questa registrazione audio è stata effettuata in una giornata che Rosa Balistreri era ospite a casa di Felice Mario Antonio Liotti.
E' a lui che dobbiamo ringraziare se tante canzoni inedite (non presenti nei dischi ufficiali) sono arrivate fino a noi.
In questa canzone Rosa parla di spiriti in una casa; si riferisce sicuramente ai Patruneddi di casa"
Ma chi sono "I Patruneddi i casa? Ebbene si racconta fossero dei fantasmi o degli spiriti che allogiavano sempre nella stessa casa mentre nel frattempo, nel corso degli anni, in quella stessa casa cambiavano tantissimi inquilini. E quando andava via un vecchio inquilino e ne arrivava uno nuovo, la leggenda vuole che questi ultimi arrivati dovessero essere simpatici e di gradimento ai "Patruneddi", poichè se non fosse stato così questi spiriti si sarebbero rivoltati contro gli inquilini praticando lo angherie, dispetti e a volte, si racconta, anche torture. Ed allora c'era l'usanza, quando dei nuovi inqulini si insediavano in una abitazione, di accattivarsi la simpatia e i favori di "Patruneddi i casa", imbandendo, la prima sera in cui occupavano l'abitazione, prima di andare a letto, una tavola ricca di ogni ben di Dio. Era però d'obbligo, sicuramente per una questione scaramantica, che tra le pietanze preparate ci fossero obbligatoriamente dei pesci fritti. Qualcuno sostiene che la mattina dopo si trovava la tavola manomessa e alcune pietanze e parte delle bevande, allora solo vino o acqua, erano state consumata. Io che non credo a queste storie penso invece che qualche componente della famiglia particolarmente affamato, considerato i tempi, approfittando della tavola imbandita per via di una credenza dei tempi, la notte si alzava e andava a consumare il suo pranzetto notturno.
Erano tempi in cui le credenze popolari apparivano come delle grandi verità, specie a noi bambini, come quella di "Trizzi i donna" delle quali si diceva che se venivano tagliate ai bambini, questi sarebbero morti.
Ho visto nella mia vita professionale di pediatra molti neonati con alcune ciocche di capelli intrecciate, dovute sicuramente alla poca pulizia dei capelli ed al fatto che i neonati essendo coricati, giravano la testa a destra e a sinistra determinando l'intrecciarsi dei capelli della nuca, le mamme si guardavano bene dal tagliarle, per fortuna oggi non si vedono più di questi casi, sarà l'igiene, sarà una scolarizzazione per tutti, saranno i nuovi media, ma questa è tutta un'altra storia.

Nicolò La Perna


 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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