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JAMOLA

Rosa Balistreri

                                     

JAMOLA
Cialoma
Eh amo, eh amo, eh amola,
San Giuseppi ‘pi cumpagnia
Eh amo, eh amo, eh amola.
E lu tunnu è veru bellu
Eh amo, eh amo, eh amola,
carricamulu stu vasceddu
Eh amo, eh amo, eh amola.
E di Genova e Portufinu
Eh amo, eh amo, eh amola,
e Livornu è signurinu
Eh amo, eh amo, eh amola,

E assumamula sta safina
Eh amo, eh amo, eh amola,
e sparamula sta tunnina
Eh amo, eh amo, eh amola,
Assumma, assumma
assumma, assumma.
JAMOLA
Eh amo, eh amo, eh amola,
San Giuseppe in compagnia
Eh amo, eh amo, eh amola
Ed il tonno e veramente bello
Eh amo, eh amo, eh amola,
carichiamolo questo vascello
Eh amo, eh amo, eh amola
E di Genova e Portofino
Eh amo, eh amo, eh amola,
e Livorno è signorino
Eh amo, eh amo, eh amola,
E tiriamola questa rete
Eh amo, eh amo, eh amola,
e prendiamola questa tonnina
Eh amo, eh amo, eh amola
Eh tira la rete, tira la rete,
tirala rete, tira la rete.

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Il Favara riporta questa canzone tra le canzoni del mare col titolo “Assummata di lu corpu di la tunnara” ovverossia “Venuta a galla del corpo della tonnara”. raccolto dal Favara nel “Corpus di musiche popolari siciliane”, 1957 al n: 607
La tonnara, un tempo diffusa in Sicilia, specie nel trapanese serviva alla cattura di interi branchi di tonno che convogliati nelle varie camere formate dalle reti venivano spinti fino alla camera della morte dove avveniva la mattanza dei tonni finiti nelle reti per essere rivendute al mercato alle industrie conserviere A capo della pesca del tonno c’è il
Rais o comandante che da gli ordini ai tonnaroti. Il canto e le parole non hanno un senso
logico, serviva solo a scandire i tempi di lavoro della tonnara.. Il Rais intonava:
“A livanti s’affaccia lu suli” e i tonnaroti rispondevano ainavò oppure ajlamò tirando le
reti o il tonno tutti insieme.
Questa canzone viene cantata dalla Balistreri nell’operetta musicale “La ballata del sale”
La cialoma (cantata dei tonnaroti) è costituita da due parti che accompagnanono due precisi momenti del lavoro dei tonnaroti: la prima parte è chiamata aiamola ed è caratterizzata da un andamento lento ma fortemente cadenzato e ben ritmato ed è intonata nella prima parte della assummata della rete che impriogna i tonni; nella seconda parte, con la graduale riduzione dello specchio di mare in cui si trovano i tonni, si utilizzano canti via via sempre più concitati a livello ritmico (u gnanzoù). In tutte e due momenti ci si trova in presenza di una forma di preghiera responsoriale in cui ad ogni prima intonazione del raisz, segue una risposta intonata e corale di tutti i tonnaroti, strettamente funzionale al lavoro di gruppo.
Oggi che la pesca del tonno è solo un ricordo, questi canti sono intonati nelle feste e dai gruppi folcloristici.
Questa registrazione mi è stata donata da Felice Liotti, grande amico di Rosa Balistreri, ed è stata registrata in casa Liotti.
Rosa cantò Jamola nella "Ballata del sale" un operetta confezionata
Grazie Felice per quanto hai conservato di Rosa Balistreri e soprattutto per farcelo condividere.
Nicolò La Perna
 

 

 

 

 

 

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